SCOPERTA A BERGEGGI

La pianta "spazzaforno" che cambia sesso sulla scogliera

Cambia sesso con straordinaria facilità. Non è una pianta hard, ma una trasformista formidabile cha abita sulle coste di Bergeggi, in un tratto di scogliera a strapiombo sul mare. Si chiama Thymelaea Hirsuta, un cespuglietto di un paio di metri con fiorellini gialli, che da qualche tempo è oggetto di una appassionante ricerca condotta dall'Orto Botanico di Genova. Una pianta desertica (frequentissima in Egitto) e che da noi in Liguria predilige le coste di Bergeggi. E mentre l'equipe del dipartimento universitario la teneva sotto osservazione (per motivi principalmente di tutela) ha notato lo strano comportamento. Il cespuglio che un mese prima presentava fiori ermafroditi (cioè stami con pistilli insieme) durante il successivo monitoraggio esibiva sia fiori maschili sia fiori femminili. Due mesi dopo altro cambiamento, maschili femminili ed ermafroditi, oppure maschili e femminili da soli, sorprendendo di volta in volta gli scienziati che ne hanno evidenziato 57 esemplari. Di una pianta che un tempo era facilmente rintracciabile tra Bordighera e Capo Noli e che, a quel che si racconta, veniva chiamata "spazzaforno" dalle nostre nonne. Per l'intuibile utilizzo. Ancora oggi in Israele si sta cercando di recuperarla per far rivivere l'antica pratica di ricavare dalla corteccia una pregiata carta fatta a mano, mentre negli Stati Uniti e in Inghilterra si sta verificando la possibile azione cancerogena di alcuni suoi componenti.

Tornando ai nostri ricercatori. Imbragati di tutto punto hanno cominciato ad etichettare ad una ad una le piante abbarbicate sulla scogliera di Bergeggi. E con cartine cosparse di vischio attaccate alle piante hanno cercato di capire se per caso erano insetti impollinatori i responsabili di queste evoluzioni. Ma è stato escluso il loro ruolo, come pure quello del vento. "Abbiamo cominciato a pensare - racconta Luigi Minuto direttore dell'Orto Botanico di Genova - che in queste piante si potesse verificare il fenomeno conosciuto con il termine di "apomissia" vale a dire, semplificando, l'autofecondazione dei fiori femminili in grado di trasformarsi in frutti senza l'intervento di quelli maschili". E conclude: "La variazione di sesso pare rispondere a un piano ben preciso in qualche modo vantaggioso per la pianta".
C'è una soluzione, forse, a questo giallo botanico. E sta nell'arte tutta italica di arrangiarsi, degli uomini, ma in questo caso anche delle piante. Infatti Thymelaea Hirsuta è sottoposta, come dicono gli scienziati, a una pressione antropica. La pianta vive al di sopra di una spiaggia frequentatissima, si trova poco distante dal via vai delle petroliere di Porto Vado, e poco più in là c'è la centrale termoelettrica a carbone. Si ipotizza dunque un bioaccumulo di metalli pesanti nei tessuti del vegetale e il tentativo da parte della pianta, proprio perché in condizioni di stress, di sopravvivere comunque. Quasi una reazione commovente e che potrà essere confermata chissà quando. Forse fra centinaia di anni. Perché questi sono i tempi della natura. Ma intanto i nostri scienziati hanno colto l'inizio dell'evoluzione.

Donata Bonometti

Articolo tratto da "Il Secolo XIX"



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